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Pubblichiamo il post apparso sul blog di Giovanni Cinque, delirante e quanto meno puerile, al quale è immediatamente seguita la risposta del nostro Presidente nazionale, Francesco Continisio.

Ovviamente, la risposta non è stata pubblicata sullo stesso blog, dando l’esatta misura della correttezza dello scrivente, che si è guardato bene dal renderla pubblica.

Per amor di verità, e perché sia chiaro che tutto quello che avviene nella Scuola Europea Sommelier è assolutamente pubblico, e siamo sempre disponibili a pubblicare sia il nostro punto di vista che quello in dissenso, rendiamo integralmente il post e la relativa risposta:

GIOVANNI CINQUE SUL SUO BLOG:

E niente…la storia ebbe inizio così: poco più di 3 anni fa inizio’, per gioco, il mio percorso di sommelier.

Decisi di iscrivermi ad un corso di sommelier, scegliendo quello suggeritomi da amici appassionati di vino, senza star li a prendere informazioni sulla serietà o meno dell’associazione che li teneva.

Terminato il percorso (pare brillantemente, in quanto ricordo, con piacere, che i compagni aspiranti sommelier, mi prendevano in giro definendomi il prof), la voglia di esprimermi e di fare qualcosa (come tanti, forse troppi, cosa che davvero non immaginavo) nell’ambito del vino è stata enorme.

Insomma, il danno era fatto! Quindi inizio a svolgere il servizio di sommelier, organizzare qualche degustazione (con l’idea dei cincin…que, così da sfruttare, finalmente a mio favore, il cognome sul quale sono sempre stato preso in giro), scrivere sul Blog e soprattutto, (qui succede ‘o burdell) creare un perCorsodivini.

Premesso, che ho interpellata per prima l’associazione presso la quale ho seguito il corso ed il Sig. “Presidente” ha manifestato, per conto dell’associazione, espressamente disinteresse verso la mia iniziativa.
Finalmente, felice ed entusiasta, ho avuto l’opportunità, datami da una enoteca con la quale nel frattempo avevo iniziato a collaborare e organizzo il mio primo perCorsodivini.

Apriti cielo: messaggini offensivi, piccioni viaggiatori denigratori, mail intimidatorie, raccomandate con ricevuta di ritorno.

“Uanema ‘e ch’e stato”, mi chiedo, che ho fatto?

In sintesi, vengo accusato di non aver rispettato lo statuto dell’associazione ???!!! di aver violato l’articolo 12 e 17, che vieta l’organizzazione di tali corsi agli associati???!!!

Ricevo una convocazione presso l’associazione proprio per il giorno di inizio del mio corso. CHIARO TENTATIVO DI BOICOTTAGGIO DEL MIO PERCORSODIVINI…OVVIAMENTE ero già dissociato e le strade si erano separate.

Senza dare adito alle inutili e sterili polemiche, cerco questo “fantomatico” statuto in rete per capire se, come e dove, ho sbagliato. 
Niente, nessuna traccia, nel loro sito il nulla del nulla!

Non può essere, mi dico, cerco l’articolo che ho violato e lo trovo sul web, peccato sia di un’altra associazione che giustamente ha uno statuto pubblico.

Penso, “va buo’ jaaaa”, lo avranno copiato tale e quale e lo avranno “nascosto da qualche parte”. “Sono stato io leggero e cazzaro, a non essermi informato prima”. “Mi sembra impossibile poi, che un’associazione dopo anni dalla sua nascita, non abbia ancora uno statuto! Anche perché, a quel punto, i diplomini rilasciati, per quanto possa valere quel pezzo di carta in generale, non hanno alcun valore???”

Continuo umilmente per la mia strada e a dirla tutta con non poche soddisfazioni e riscontri positivi, non solo da parte di amici… la cosa per me è finita lì. Fino a quando, pochi giorni fa, un amico apre per caso la rivista di tale associazione, mentre chiacchieravamo e trovando il mio nome e cognome sbattuto in prima pagina, esclama…”Wuaa, non ci posso credere, sono stati capaci di litigare anche con te!!!

Grazie mille per la pubblicità, penso io, ma la mia privacy? “e la mia immagine?” “Adesso ci sono tante persone che mi seguono con interesse”, mi sa che è tempo di chiarimenti”

 Le bugie hanno le gambe corte e la verità, fortunatamente, viene sempre a galla. Udite, Udite…il fantomatico statuto che io avrei violato, all’epoca dell’accaduto non c’era. Punto.

Tale associazione si è riunita recentemente per istituire finalmente questo benedetto statuto. Insomma, ci voleva un sommelier dissociato come me, per far si, che l’associazione si dotasse di uno statuto pubblico. A proposito, pare anche che abbiano organizzato un corso per diventare loro stessi “sommelier relatori”. Quindi, finora, quale “qualifica” avevano per relazionare e rilasciare attestati???

Il mio consiglio, quindi, sulla base della mia spiacevole esperienza, è quello, se volete iniziare un corso di sommelier, di prendere informazioni sull’associazione presso la quale intraprendere questo (bellissimo, nonostante tutto) percorso. Ma soprattutto, pretendere di prendere visione, se lo hanno, di questo benedetto statuto.

Letto sottoscritto ed accettato…il vostro sommelier “espulso” Giovanni
Cinque.

 

LA RISPOSTA DI FRANCESCO CONTINISIO

Non avrebbe meritato commenti questo delirante articolo, se non fosse che vengono chiamati in causa altri colleghi Sommelier, mi permetto dire “storici”, che non meritano certamente di essere menzionati in questo contesto e con queste considerazioni.

Tengo a precisare quanto segue:

innanzitutto lo Statuto dell’Associazione esiste dal momento della costituzione, non potrebbe essere altrimenti, visto che va depositato in uno all’Atto costitutivo, come da termini di legge.

Fa parte contestualmente delle regole accettate al momento dell’iscrizione all’Associazione, e dichiarare di non esserne a conoscenza è una giustificazione puerile e poco credibile.

Per quanto riguarda poi i relatori che hanno tenuto i corsi frequentati dal Sig. Cinque, sono tutti accreditati da molti anni, avendo sostenuto percorsi didattici completi e abilitanti in vari ambiti tecnici e professionali di sicuro livello, non avevano certamente bisogno di farsi “loro stessi sommelier relatori”.

Il Corso di cui parla il Sig. Cinque è relativo alla formazione di nuovi Relatori e Commissari d’esami, ed è stato frequentato da Sommelier provenienti da tutta Italia. Vale la pena ricordare che non tutti sono stati abilitati, proprio in funzione della professionalità e della preparazione necessari per diventare relatori.

Voglio ricordare anche io il percorso seguito da Giovanni Cinque, al quale abbiamo dato ampio spazio fin dal primo momento, proprio in virtù della sua preparazione generale e della sua propensione alla partecipazione associativa. Siamo stati ben lieti di affidargli compiti anche impegnativi, con le premesse di un percorso significativo all’interno dell’Associazione, e ricorderà anche lui che personalmente ho sempre dato la possibilità di esprimersi a tutti, lasciandogli condurre incontri di degustazione e dandogli la possibilità di rappresentarci nelle manifestazioni.

A tutto questo il Sig. Cinque rispondeva organizzando un suo corso, senza assolutamente darne comunicazione, come afferma, anzi, a voler essere precisi, ne venivamo a conoscenza soltanto per caso.

Gli abbiamo dato ampia possibilità di spiegare la sua iniziativa, con comunicazioni verbali, via mail, e infine, vista la totale mancanza di risposta da parte sua, anche a mezzo raccomandata come previsto dallo Statuto depositato. Convocato, non riteneva di dover presenziare, di conseguenza scattava la sanzione, sempre prevista dallo Statuto depositato, a maggioranza assoluta, di espulsione e di pubblicazione sulla rivista ufficiale (che tra l’altro risale allo scorso anno, forse letta in ritardo)

Sarebbe bastato poco da parte sua per evitare qualunque provvedimento, con un minimo di educazione, rispondendo alle sollecitazioni, non solo mie, avrebbe avuto la possibilità di proseguire il suo brillante percorso all’interno dell’Associazione e certamente anche di dare seguito alle sue iniziative personali.

Tanto dovevo per chiarezza e colgo l’occasione per salutare il Sig. Cinque, al quale auguro un futuro sempre più soddisfacente e gratificante.

Cordialità

Francesco Continisio